한국 천주교 주교회의 시복시성 주교특별위원회
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COSTITUZIONE APOSTOLICA
DIVINUS PERFECTIONIS MAGISTER
CIRCA LA NUOVA LEGISLAZIONE
PER LE CAUSE DEI SANTI


Il Maestro divino della perfezione e il modello, Cristo Gesu, che insieme al Padre e allo Spirito Santo ≪unico santo≫, amo la Chiesa come una sposa e diede se stesso per lei, per santificarla e renderla gloriosa ai suoi occhi. Pertanto, dato il precetto a tutti i suoi discepoli, affinche imitassero la perfezione del Padre, invio lo Spirito Santo su tutti, che li muova internamente, affinche amino Dio di tutto cuore, e affinche si amino reciprocamente, allo stesso modo in cui lui li amo. I seguaci di Cristo - come si esorta attraverso il Concilio Vaticano II - chiamati e giustificati in Gesu Cristo, non secondo le loro opere ma secondo il disegno e la grazia di lui, nel Battesimo della fede sono stati fatti veramente figli di Dio e compartecipi della natura divina, e percio veramente santi.

Dio sceglie in ogni tempo un gran numero di questi che, seguendo piu da vicino l'esempio di Cristo, offrano una gloriosa testimonianza del Regno dei cieli con lo spargimento del sangue o con l'esercizio eroico delle virtu.

Invero la Chiesa, che fin dagli inizi della religione cristiana ha sempre creduto che gli Apostoli e i Martiri siano con noi strettamente uniti in Cristo, li ha celebrati con particolare venerazione insieme con la beata Vergine Maria e i santi Angeli, e ha implorato piamente l'aiuto della loro intercessione. A questi in breve tempo si aggiunsero altri che avevano imitato piu da vicino la verginita e poverta di Cristo, e infine tutti gli altri, che il singolare esercizio delle virtu cristiane e i carismi divini raccomandavano alla pia devozione e imitazione dei fedeli.

Considerando la vita di quelli che hanno fedelmente seguito Cristo, per una tale insolita ragione siamo incitati a ricercare la Citta futura e ci e insegnata una via sicurissima attraverso la quale, tra le vicende del mondo, possiamo arrivare alla perfetta unione con Cristo o, per dir meglio, alla santita, secondo lo stato e la condizione propria di ciascuno.

Senza dubbio, avendo una tal moltitudine di testimoni, attraverso i quali Dio si fa presente a noi e ci parla, siamo attirati con grande forza a guardare il Regno suo nei cieli. La Sede Apostolica, accogliendo i segni e la voce del suo Signore col massimo timore e docilita, da tempi immemorabili, per il gravoso compito affidatole di insegnare, santificare e reggere il Popolo di Dio, offre all'imitazione dei fedeli, alla venerazione e all'invocazione gli uomini e le donne insigni per lo splendore della carita e di tutte le altre virtu evangeliche e dopo aver condotto i debiti accertamenti, dichiara con un solenne atto di canonizzazione che essi sono Santi o Sante.

L'Ordinamento delle cause di canonizzazione, che il Nostro predecessore Sisto V affido alla Congregazione dei Sacri Riti da lui stesso fondata, e stato sviluppato nel corso dei tempi da sempre nuove norme, soprattutto ad opera di Urbano VIII, che Prospero Lambertini (poi divenuto Benedetto XIV), raccogliendo anche esperienze del tempo passato, lascio ai posteri nell'opera intitolata Beatificazione dei Servi di Dio e canonizzazione dei Beati, e che rimase come regola per quasi due secoli presso la Sacra Congregazione dei Riti. Norme di tal genere infine furono raccolte essenzialmente nel Codice di Diritto Canonico, pubblicato nell'anno 1917.

Ma poiche il progresso delle discipline storiche, che ha fatto grandi passi nel nostro tempo, ha mostrato la necessita di arricchire la competente Commissione di uno strumento di lavoro piu adeguato, per rispondere meglio ai postulati dell'arte critica, il nostro predecessore Pio XI con la Lettera apostolica ≪Gia da qualche tempo≫ (Motu proprio) pubblicata il 6 febbraio 1930, istitui presso la Sacra Congregazione dei Riti la ≪Sezione storica≫ e le affido lo studio delle cause ≪storiche≫. Il 4 gennaio 1939 lo stesso Pontefice fece pubblicare le Norme da osservare nell'istruire processi ordinari sulle cause storiche, con le quali rese di fatto superfluo il processo ≪apostolico≫, cosi che nelle cause ≪storiche≫ unico divenne il processo con autorita ordinaria.

Paolo VI poi, con la Lettera apostolica ≪Sanctitas clarior≫ del 19 marzo 1967, stabili che, anche nelle cause piu recenti, si facesse un unico processo per quanto riguarda l'istruzione, cioe per raccogliere le prove, che il Vescovo istruisce, previo permesso tuttavia della Santa Sede. Il medesimo Pontefice con la costituzione apostolica ≪Sacra Congregazione dei Riti≫ dell'8 maggio 1969, in luogo della Sacra Congregazione dei Riti istitui due nuovi Dicasteri, ad uno dei quali affido l'incarico di dare un assetto al Culto divino, all'altro quello di trattare le cause dei santi; in questa stessa occasione muto alquanto l'ordine di procedere nelle medesime.

Dopo le piu recenti esperienze, infine, ci e parso opportuno di rivedere la via di istruzione delle cause e dare un ordinamento alla stessa Congregazione per le cause dei Santi, per venire incontro alle esigenze degli studiosi e ai desideri dei nostri fratelli nell'Episcopato, che hanno piu volte sollecitato l'agilita del modo di procedere, mantenendo tuttavia ferma la sicurezza delle investigazioni in una questione di tanta gravita. Crediamo inoltre, privilegiando la dottrina della collegialita proposta dal Concilio Vaticano II, che sia assolutamente opportuno che gli stessi Vescovi si sentano maggiormente uniti alla Sede Apostolica nella trattazione delle cause dei santi.

Per il futuro dunque, abrogate tutte le leggi di qualsiasi genere in materia, abbiamo stabilito che si debbano osservare le norme che seguono.

Ai Vescovi diocesani o alle autorita ecclesiastiche e agli altri equiparati nel diritto, entro i confini della loro giurisdizione, sia d'ufficio, sia su istanza dei singoli fedeli o di legittime aggregazioni e dei loro procuratori, compete il diritto di investigare circa la vita, le virtu o il martirio e fama di santita o martirio, i miracoli asseriti, e, se e il caso, l'antico culto del Servo di Dio, del quale viene chiesta la canonizzazione.
In ricerche di tal genere il Vescovo proceda secondo le Norme particolari da stabilirsi dalla Sacra Congregazione per le Cause dei Santi, in questo ordine:
1) Richieda al postulatore della causa, nominato legittimamente dal promotore, una accurata informazione sulla vita del Servo ci Dio, e si faccia contemporaneamente da quello accuratamente illustrare i motivi che sembrano richiedere una causa di canonizzazione.

2) Se il Servo di Dio ha pubblicato suoi scritti, il Vescovo li faccia esaminare dai censori teologici.

3) Se non si e trovato nulla in tali scritti contro la fede e la morale, allora il Vescovo faccia esaminare gli altri scritti inediti (lettere, diari, ecc.) e tutti i documenti, che in qualunque modo riguardino la causa, da persone adatte allo scopo, che, dopo aver compiuto il loro compito con scrupolosita, devono stendere una relazione sugli accertamenti fatti.

4) Se da quanto fatto finora il Vescovo riterra nella sua prudenza che si possa procedere oltre, faccia interrogare i testimoni addotti dal postulatore e gli altri che d'ufficio devono essere chiamati secondo il rito. Se poi fosse urgente l'esame dei testimoni per non perdere la possibilita di avere le prove, devono essere interrogati anche se non e ancora stata terminata l'indagine sui documenti.

5) La ricerca sui miracoli asseriti si faccia separatamente dall'indagine sulle virtu o sul martirio.

6) Terminate le indagini, si trasmettano tutti gli atti in duplice copia alla Sacra Congregazione, insieme a un esemplare dei libri del Servo di Dio esaminati dai censori teologici con il relativo giudizio. Il Vescovo inoltre deve aggiungere una dichiarazione sull'osservanza dei decreti di Urbano VIII sul non culto.

3. E' compito della Sacra Congregazione per le Cause dei Santi, presieduta dal Cardinale Prefetto, con l'aiuto del Segretario, di fare cio che concerne la canonizzazione dei Servi di Dio, sia assistendo i Vescovi nell'istruire le cause con il consiglio e le istruzioni, sia studiando a fondo le cause, sia infine pronunziandosi con il voto. Alla Congregazione spetta ancora di decidere su tutte quelle cose che si riferiscono all'autenticita e alla conservazione delle reliquie.

4. E' compito del Segretario: 1) curare le relazioni con gli esterni, in particolare con i Vescovi che istruiscono le cause; 2) partecipare alle discussioni in merito alla causa, portando il voto nella Congregazione dei Padri Cardinali e dei Vescovi; 3) stendere la relazione sui voti dei Cardinali e dei Vescovi, da consegnare al Sommo Pontefice.

5. Nell'adempiere al suo compito il Segretario e aiutato dal Sottosegretario, a cui spetta in particolare di vedere se sono state osservate le prescrizioni di legge nell'istruzione delle cause, ed e aiutato anche da un congruo numero di Ufficiali minori.

6. Per lo studio delle cause presso la Sacra Congregazione c'e il Collegio dei Relatori, presieduto dal Relatore generale.

7. E' compito dei singoli Relatori: 1) studiare le cause loro affidate con i cooperatori esterni e preparare le ≪Positiones super virtutibus et martyrio≫; 2) illustrare per scritto tutti i chiarimenti storici, se sono stati richiesti dai Consultori; 3) partecipare come esperti, senza diritto di voto, alla riunione dei teologi.

8. Ci sara in particolare uno dei Relatori che avra l'incarico di occuparsi a fondo della ≪Positio super miraculis≫, che partecipera alla riunione dei medici e al Congresso dei teologi.

9. Il Relatore generale, che presiede la riunione dei Consultori storici, e aiutato da alcuni Collaboratori nei suoi studi.

10. Presso la Sacra Congregazione c'e un ≪Promotor fidei≫ o Prelato teologo, che ha il seguente compito: 1) presiedere il Congresso dei teologi, in cui ha diritto di voto; 2) preparare la relazione sullo stesso Congresso; 3) partecipare alla Congregazione dei Padri Cardinali e dei Vescovi come esperto, senza tuttavia diritto di voto. Per una o un'altra causa, se sara necessario, dal Cardinale Prefetto potra essere nominato un ≪Promotor ≫fidei che faccia al caso.

11. Per trattare le cause dei Santi sono a disposizione Consultori, chiamati da diverse parti, con specifica esperienza, chi in campo storico, chi in campo teologico.

12. Per l'esame delle guarigioni, che vengono presentate come miracoli, si tiene presso la Sacra Congregazione una commissione di medici.

13. Dopo che il Vescovo ha inviato a Roma tutti gli atti e i documenti riguardanti la causa nella Sacra Congregazione per le Cause Santi si proceda in tal modo:

1) Innanzitutto il Sottosegretario esamina attentamente se nelle inchieste fatte dal Vescovo sono state osservate tutte le norme di legge e riferisce nel Congresso ordinario sull'esito dell'esame.

2) Se il Congresso giudichera che la causa e stata istruita secondo le norme di legge, stabilira di affidarla a uno dei Relatori; il Relatore, a sua volta, aiutato da un Cooperatore esterno, fara la ≪Positio super virtutibus vel super martyrio≫, secondo le regole della critica agiografica.

3) Nelle cause antiche e in quelle recenti, la cui indole particolare richiedera il giudizio del Relatore generale, la ≪Positio≫, una volta stesa, dovra essere sottoposta all'esame dei Consultori esperti specifici della materia, perche esprimano il voto sul suo valore scientifico sulla sufficienza all'effetto. In singoli casi la Sacra Congregazione puo affidare la ≪Positio≫ anche ad altri studiosi, non compresi nel numero dei Consultori.

4) La ≪Positio≫ (con i voti scritti dei Consultori storici e con gli ulteriori chiarimenti del Relatore, se saranno necessari) sara consegnata ai Consultori teologi, che esprimeranno il voto sul merito della causa; e loro compito, insieme al ≪Promotor fidei≫, studiare tanto a fondo la causa fino a che sia stato completato l'esame delle questioni teologiche controverse, qualora ve ne siano, prima che si arrivi alla discussione nel Congresso specifico.

5) I voti definitivi dei Consultori teologi, insieme alle conclusioni stese dal ≪Promotor fidei≫, saranno affidate al giudizio dei Cardinali e dei Vescovi.

14. Sui miracoli la Congregazione giudica con il seguente criterio:

1) I miracoli asseriti, sui quali il Relatore incaricato di cio prepara la ≪Positio≫, sono esaminati nella riunione degli esperti (se si tratta di guarigioni, nella riunione dei medici); i voti e le conclusioni degli esperti sono esposti in una accurata relazione.

2) In secondo luogo si devono discutere i miracoli nello specifico Congresso dei teologi; e infine nella Congregazione dei Padri Cardinali e dei Vescovi.

15. Il parere dei Padri Cardinali e dei Vescovi viene riferito al Sommo Pontefice, al quale solo compete il diritto di decretare il culto pubblico ecclesiastico del Servo Di Dio.

16. Nelle singole cause di canonizzazione, il cui giudizio per il momento dipenda dalla Sacra Congregazione, la stessa Sacra Congregazione stabilira, con un decreto particolare, il modo di procedere oltre, nell'osservanza tuttavia di questa nuova legge.

17. Le norme stabilite con questa Nostra costituzione cominciano ad entrare in vigore da oggi. Vogliamo che queste norme e prescrizioni siano valide ed efficaci ora e per il futuro, non essendo in opposizione, fin dove e necessario, con le Costituzioni e gli ordinamenti apostolici fatti dai nostri predecessori, e le altre prescrizioni degne anche di particolare menzione e deroga.

Roma, San Pietro, 25 gennaio 1983, V anno del nostro Pontificato.
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